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SOSTENIBILITÀ

Le politiche che regolano i sistemi di pesca in Norvegia sono basate su principi di raccolta sostenibile delle risorse marine, per mantenere nelle migliori condizioni l’ecosistema: proprio per questo oggi sono stabilite quote e licenze di pesca e di allevamento e sono definiti precisi e severi prerequisiti prima che un luogo venga approvato come idoneo per l’acquacultura. Tale processo tiene in considerazione, tra l’altro, i risultati delle ricerche scientifiche sull’ambiente marino del Direttorato della Pesca e dell’Istituto di Ricerca Marina.

1) Come viene garantito il rispetto dei pesci e dell’ambiente?
2) Cosa mangia il salmone d’allevamento?

1) Come viene garantito il rispetto dei pesci e dell’ambiente?

Sia per quanto riguarda gli allevamenti di salmone sia per la pesca del merluzzo, la Norvegia segue procedure rigorose che garantiscono sia il rispetto dell’ambiente, sia dei pesci. Gli allevamenti di salmone Una buona condizione di vita è estremamente importante per il salmone d’allevamento, per quanto riguarda la loro salute, il benessere degli animali, la capacità di crescita e la qualità della carne. Proprio per questi motivi vigono una serie di normative che garantiscono condizioni ambientali sicure per il pesce d’allevamento. Sono in vigore requisiti molto severi per quanto riguarda le correnti, le condizioni del fondo marino e la collocazione che l’allevatore deve garantire prima che il luogo venga approvato dalle autorità come adatto per l’allevamento. I salmoni passano la maggior parte della loro vita dentro reti galleggianti dove i correnti garantiscono un continuo flusso d’acqua fresca, e le quantità di salmone consentite dentro le reti, stabilite dalle autorità, sono di un massimo complessivo di 25 chili di salmone per 1 metro cubo d’acqua: ciò significa che il 98% del volume dentro la rete è composto da acqua e il 2% da pesce. Gli allevatori si attengono scrupolosamente a tali normative anche perché, aumentando illegalmente il numero di esemplari, si avrebbe un tasso di mortalità più elevato a causa dello stress dei pesci, una cattiva qualità dell’acqua, una crescita rallentata, ecc., che darebbero luogo a una perdita economica per gli allevatori stessi. La pesca del merluzzo Per quanto riguarda invece la pesca del merluzzo, destinato a diventare stoccafisso e baccalà, secondo l’ICES – International Council for the Exploration of the Sea – lo stock di merluzzo artico norvegese è in buone condizioni. Il 90% della pesca del merluzzo artico norvegese ha luogo nel Mare di Barents. Qui lo sviluppo sostenibile degli stock di merluzzo artico norvegese è sotto la responsabilità congiunta di Norvegia e Russia. La quota di pesca è stabilita in accordo con le indicazioni dello stesso ICES al fine di assicurare lo sviluppo sostenibile degli stock. La pesca costiera del merluzzo lungo la costa norvegese è invece limitata così come quella nel Mare del Nord. Qui gli stock sono gestiti insieme con l’Unione Europea.

2) Cosa mangia il salmone d’allevamento?

Il salmone si può svillupare correttamente solo con una dieta sana e variata, definita in base al suo peso. Il mangime è composto da farine e olio di pesce, minerali, fibre e vitamine. Oggi, gli allevatori norvegesi vantano un’eccellente competenza in fatto di mangimi e dei loro ingredienti. La maggior parte dei mangimi è composta da materie prime marine, ma più recentemente sono ne sono stati introdotti anche alcuni di origine vegetale per garantire un accesso ai mangimi sano, stabile e sostenibile. L’appetito del salmone è influenzato fra l’altro dal ciclo di vita e dalla temperatura dell’acqua. Oggi gli allevatori sono muniti di telecamere, posizionate all’interno dei reti, e possono quindi arrestare l’afflusso del mangime quando i pesci sono sazi. Il salmone d’allevamento richiede solo 1 chilo di mangime per crescere: molto meno dei polli (2 chili) e dei maiali (3 chili).