Di ritorno dalle Isole Lofoten

4.04.2009

Ecco il racconto di una turista che ha recentemente visitato le Isole Lofoten, patria dello stoccafisso, e che ci ha voluto scrivere un resoconto della sua avventura al di là del Circolo Polare Artico.

Cinque giorni in Norvegia
Ciascuno di noi ha il suo concetto di viaggio. C'è chi viaggia semplicemente per conoscere posti nuovi, c'è chi ruba immagini, c'è chi ama scoprire un paese attraverso la sua cucina, ci sono coloro che identificano un paese con i mezzi di trasporto che lo caratterizzano. Infine, chi come me, classifica i paesi per le sensazioni che lasciano una volta a casa. I miei 5 giorni in  Norvegia, tre dei quali alle Lofoten (e gli altri 2 di viaggio!), sono fatti di equilibrio. L'equilibrio è quello stato di un corpo che è in quiete o che si muove di moto rettilineo uniforme, in quanto si annullano le somme di tutte le forze e di tutti i momenti torcenti. Per me ha un'accezione estremamente positiva. Vivere nel secondo paese al mondo per vastità territoriale dopo il Cile ma con soli 4 milioni di persone totali e provare in 5 giorni tutte le stagioni e molti, molti stati dell'animo che chilometri di bianco (la neve) e la trasparenza dell'acqua senza orizzonte ti danno pur riuscendo a stare in equilibrio non è tanto, è moltissimo!

Un paese di emozioni
I miei occhi sono abituati a molti colori; una molteplicità di suoni occupa il mio udito nella normale quotidianità - molti di questi artificiali come il trillo del telefono; il vociare costante e continuo è un sottofondo che spesso prevalica il mio sentire e il gusto ne fa sovente le spese perché nella confusione ha bisogno di sapori sempre più forti per emergere. Ecco, la Norvegia non è tutto questo. Non è un'escalation di toni, non è il troppo, non è il rumore, non è il frastuono, non sono le tonalità confuse. La Norvegia - le Lofoten soprattutto - sono il tutto che trovi nel quasi nulla. Il bianco costante sotto i miei occhi mi ha aiutata a ridare valore all'essenzialità; mare, laghi e fiordi in una miscela di reazioni differenti al freddo mi hanno permesso di ridare vigore al concetto di panta rei; il cambio repentino del tempo che in un'ora può regalarti sole, vento, pioggia, grandine, tempesta, neve, nuvole ha scandito bene dentro di me i ritmi per le tante emozioni che spesso implodono e che alle Lofoten sono emerse con forza e tenacia dandomi consapevolezza del potere dell'uomo che può, deve ascoltarsi e con le sue emozioni misurarsi. L'essenzialità della terra la ritrovi anche nei sapori della tavola e la capacità di elaborare la stessa base (il pesce, merluzzo in questo momento dell'anno) penso sia proporzionale alla capacità di vivere le giornate di queste persone che vivono a 500 km sopra il circolo polare artico. La loro pelle segna il tempo e dai loro visi e corpi traspare tutta la veemenza che il vivere in Norvegia richiede.

Dove nasce un sapore unico
Uno spettacolo unico è quello che ci si ritrova di fronte quando si cammina per queste isole: enormi rastrelliere dove i pescatori, seguendo una tradizione antichissima, appendono i merluzzi per farli essiccare e per farli divenire stoccafisso. Immagini davvero suggestive. E il paziente lavoro necessario per la lavorazione dello stoccafisso si traduce in un risultato all'altezza degli sforzi: un sapore unico, inconfondibile, da veri intenditori. Ho avuto modo di provarlo nelle ricette tipiche della tradizione norvegese e mi sono stupita di come pochi semplici ingredienti bastino per creare con lo stoccafisso piatti indimenticabili... indimenticabili come questo viaggio.